Asessualità - Brescia Love & Sex aprile 2022

Asessualità

Conosciamola meglio


“Salve dottore, sono una ragazza di vent'anni e le scrivo perché vorrei avere un chiarimento da lei. Per quanto possa ricordare, non ho mai provato o sentito desideri sessuali e neanche una necessità di approcciarmi a essi. Ho fatto anche dei controlli per sicurezza ma, anche a livello ormonale, risulta tutto nella norma. Secondo lei sono asessuale?”


Prima di rispondere conviene spiegare bene cosa si intende per asessualità poiché, purtroppo, ancora poche persone conoscono il significato di questo termine.


A livello statistico sembra che l’1% della popolazione possa definirsi asessuale. Anche se è da poco che sentiamo parlare di questo termine, Alfred Kinsey lo citava nei suoi studi sulla sessualità già nel 1948.


Asessuali sono le persone che non provano pulsioni e/o attrazione sessuale verso altre persone. Quest’assenza di attrazione per la sessualità non ha nulla a che fare con problematiche di salute, in quanto sia a livello fisiologico che ormonale tutto funziona correttamente. La mancanza di questo tipo di impulsi non è dovuta a traumi o paure legate al sesso e non è neanche paragonabile all’astinenza, perché non è una scelta volontaria che le persone fanno e soprattutto che non vivono come una privazione. Sono semplicemente persone che non provano questo tipo di desiderio sessuale.


Contrariamente a quanti molti credono, essere persone asessuali non vuol dire eliminare categoricamente il sesso dalla propria vita. In alcuni casi si possono avere rapporti sessuali ed anche praticare autoerotismo, ma non ci sarà mai un’attrazione sessuale verso altre persone o la stimolo ad avere questi comportamenti.


Essendo la sessualità ricca di sfumature, anche il termine asessuale comprende al suo interno gradazioni differenti nelle quali le persone possono riconoscersi. Ci sono le persone gray asexual, le quali provano attrazione sessuale solo in certi periodi, oppure le persone demisessuali che la provano solo dopo aver creato una forte connessione emotiva con un'altra persona. Quando poi la mancanza d’interesse riguarda anche la ricerca di legami, allora parliamo di persone asessuali aromantiche.


L’asessualità quindi, come tutti gli orientamenti sessuali, è definibile come una variante naturale del comportamento umano.


Molto spesso queste persone faticano a comprendere da subito il loro modo di vivere la sessualità, essendoci ancora poca informazione a riguardo. Purtroppo è anche difficoltoso confrontarsi con la società in cui si vive perché esistono molti pregiudizi e stereotipi negativi riguardo all’essere asessuale. Il carico di stress da sopportare diventa alto e in molti casi solo l’aiuto di un professionista, adeguatamente formato, può aiutare a vivere meglio il percorso di definizione della propria identità sessuale.


Torniamo ora alla domanda della ragazza.

Dopo questa breve spiegazione è chiaro che non ci sarebbe comunque nulla di male o di sbagliato nel definirsi una persona asessuale. Se pensi che la descrizione fatta possa rappresentarti allora definisciti asessuale. Potresti provare a metterti in contatto con gruppi e associazioni che vivono la sessualità in maniera simile alla tua per confrontarti e poterti sentire libera di esprimere i tuoi punti di vista con persone che possono capirti. Scoprire di appartenere ad una “categoria” a volte è bellissimo, ci da la sensazione di esistere e di essere riconosciuti in un mondo dove certi aspetti vengono emarginati, ma purtroppo a volte capita che le categorie ci fanno vedere il mondo solo a compartimenti stagni i quali possono limitare la nostra “vista”. A mio parere non conta il nome che tu ti voglia dare, basta che ti senta libera di essere te stessa.




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