I MERCOLEDì DELLA VAGINA - 6

Aggiornamento: 22 nov

Il ciclo di risposta sessuale femminile


Il ciclo rappresenta i vari cambiamenti che si verificano nell’organismo al presentarsi di uno stimolo sessuale.

I primi ad applicare un metodo di studio scientifico per studiare come l’organismo si comporta e risponde all’attivazione sessuale sono Master e Johnson. Grazie alle loro ricerche iniziate negli anni cinquanta, possiamo dividere questo processo in quattro fasi, (eccitamento, plateau, orgasmo e risoluzione) ognuna caratterizzata da importanti modifiche organiche.

Per la donna i due Autori descrivono tre curve che rappresentano la sintesi delle molteplici modalità della donna di vivere la risposta sessuale:

A: la donna attraversa tutte le fasi della risposta sessuale, può tornare alla fase di plateau ed avere nuovi orgasmi, oppure può proseguire con la fase di risoluzione.

B : la donna può raggiungere la fase di plateau (massima eccitazione) senza raggiungere l’orgasmo, per poi proseguire lentamente con la fase di risoluzione.

C: la donna raggiunge rapidamente l’orgasmo e allo stesso modo risolve rapidamente.



Tramite lo studio e l’osservazione di queste fasi è possibile capire cosa accade all’interno dell’organismo femminile prima, durante e dopo l’attività sessuale.

Nella prima fase, l’eccitamento o eccitazione, l’organismo si modifica e si prepara all’attività sessuale. L’eccitazione può arrivare sia da stimoli collegati al sistema nervoso centrale, come pensieri o stimoli visivi e olfattivi, oppure può avere un’origine periferica causata dalla diretta stimolazione degli organi genitali.

A livello fisico nella donna si verificano i seguenti cambiamenti:

• Lubrificazione della vagina.

• Tumescenza del clitoride.

• Tumescenza delle piccole e grandi labbra.

• Dilatazione della vagina, soprattutto delle porzioni più interne.

• Sollevamento del corpo e collo uterino.

• Aumento della cavità uterina (effetto ‘tenda’).

• Appianamento delle pieghe delle pareti vaginali.

• Aumento della perfusione ematica vaginale.

• Erezione ed ipersensibilità dei capezzoli.

All’eccitazione segue la fase definita plateau, durante la quale avviene un aumento della tensione sessuale che arriva fino al limite per consentire poi l’orgasmo. La durata varia a seconda degli stimoli messi in atto.

Fisicamente si verificano le seguenti modifiche:

• La terza parte della parete vaginale, quella più esterna, si ingrossa, il lume della vagina si rimpicciolisce.

• Il lume delle due pareti vaginali più interne aumenta ancora di più, nello stesso tempo l’utero si ingrossa e si innalza ulteriormente.

• Il corpo del clitoride rimpicciolisce, il glande del clitoride si alza.

• Le grandi labbra si ingrossano sempre più.

• Le piccole labbra diventano rosso scuro.

• I seni e le mammelle diventano ancor più turgidi.

L’orgasmo rappresenta il picco del piacere e il successivo abbassamento della tensione sessuale, a livello fisico avvengono:

• Aumento di tensione, eventuale spasmo della terza parte più esterna della vagina.

• Contrazioni ritmiche (3-5-12 o più) della terza parte più esterna della vagina con un intervallo iniziale di 0,8 secondi.

• Eventuali contrazioni della muscolatura perineale.

• Contrazioni dell’utero.

• Contrazioni dello sfintere anale.

• Momenti di apnea, possibili gemiti o grida.

La fase finale prende il nome di risoluzione e porta con se una sensazione generale di rilassamento. In questa fase l’organismo torna a uno stato di non stimolazione.

Fisicamente:

• L’areola si rimpicciolisce, l’erezione dei capezzoli ed il turgore del seno decrescono, fino a scomparire.

• Il clitoride si rimpicciolisce.

• La terza parte più esterna della vagina si distende, il rigonfiamento sferico interno scompare.

• L’utero si rimpicciolisce, il collo dell’utero si immerge nel deposito seminale nel fornice posteriore della vagina.

• L’orifizio cervicale dell’utero resta aperto.

• La pressione interna dell’utero diventa negativa.

• L’eiaculato modifica il pH della vagina da 4 a 7.

Dopo vari studi e osservazioni, la psicoterapeuta Helen Singer Kaplan decide di inserire una nuova fase che precede quelle già individuate da Master e Johnson e che si collega e integra con la fase dell’eccitamento. Questa fase prende il nome di desiderio.

Il desiderio è la fase iniziale del processo, quella legata alle fantasie e ai pensieri sulla sessualità; è la fase legata alla voglia di ricercare e fare sesso. In questa fase non avvengono dei veri e propri cambiamenti fisiologici, ma è quella che permette la messa in moto del comportamento sessuale (anche autoerotico) e fa da apripista ai cambiamenti successivi.

Sulla base di dati anatomofisiologici e clinici, la Kaplan riteneva che non era giustificabile separare la fase dell’eccitazione dalla fase di plateau in quanto esse non differivano dal punto di vista qualitativo ma solo quantitativo.

Dalla IV edizione del DSM (1994) viene accolta la suddivisione del ciclo della risposta sessuale della Kaplan a cui viene aggiunta la fase di risoluzione.

Il DSM non fa menzione a disturbi che possono intervenire nella fase di risoluzione.

Nell’ultima edizione del DSM-5 sono presenti le seguenti disfunzioni sessuali femminili:

- disturbo dell’orgasmo femminile

- disturbo del desiderio sessuale e dell’eccitazione sessuale femminile

- disturbo del dolore genito-pelvico e della penetrazione

- disfunzione sessuale indotte da sostanze/farmaci



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