Tante donne, tutte diverse! - Brescia Love & Sex Aprile 2021

Tante donne, tutte diverse!


Ci eravamo lasciati lo scorso numero, dopo aver parlato della sindrome da spogliatoi, con una riflessione: anche le ragazze confrontano le loro parti intime. Purtroppo, molto spesso, da questi confronti possono nascere paure, sofferenze e insicurezze.


Da dove arrivano questi sentimenti e sensazioni negative?


La risposta è simile a quella che abbiamo visto per il pubblico maschile. Il genere umano soffre di questa strana pulsione che lo porta a categorizzare tutto. Una delle categorie che va sempre per la maggiore è quella della normalità. Tutto quello che non rientra nei canoni di questa categoria viene poi etichettato come diverso, non normale, sbagliato. Essere etichettati in questo modo fa male e può far soffrire tanto una persona.

Non mi stancherò mai di ripetere che nessuno dovrebbe mai sentirsi sbagliato per quello che è o per come è fatto.


Se però esiste un concetto di normalità, ci saranno quindi anche dei criteri per potervi accedere. Come si definisce allora la forma normale della vulva, cioè l’insieme delle strutture esterne visibili dei genitali femminili?


Molto semplice come risposta, non si definisce perché non c’è! Al mondo ci sono circa 3,64 miliardi di donne, ognuna di esse avrà la propria vulva, con il proprio aspetto, la propria struttura e il proprio colore.


Questa cosa però molte donne non la sanno, pensano ci siano degli standard cui dover appartenere e aspirare. Un primo problema lo crea la scarsa, se non assente, educazione sessuale. I libri di anatomia mostrano sempre una sola immagine di genitali femminili e non mostrano quasi mai le variabili possibili. Per stare bene con se stessi e vivere al meglio la propria sessualità, il primo passo è conoscere come siamo fatti e osservare attentamente il nostro corpo.

Un secondo problema è creato dalla pornografia, che mostra e impone modelli estetici. In questo caso la ragazza può vivere il disagio confrontandosi direttamente con le attrici o viverlo quando è il partner a fare questo paragone (fidatevi ci sono partner che, in maniera poco delicata, questa cosa la fanno notare, e la sottolineano anche).

Un altro problema nasce dal confronto con le amiche, soprattutto con le amiche che non conoscono e ignorano le differenze di ogni donna, esaltando magari se stesse perché più vicine al “modello ideale”. Ovvio che la ragazza che nel gruppo avrà una vulva dall’aspetto differente vivrà con frustrazione la cosa, nella speranza che non venga anche derisa per le sue disuguaglianze.


Quando il disagio provato dal proprio aspetto diventa insostenibile, alcune ragazze possono ricorrere alla chirurgia estetica per modificare l’aspetto della propria vulva. Negli ultimi anni, negli Stati Uniti, questo tipo di operazioni è aumentato del 39%.


Ricordatevi che le uniche a poter giudicare la vostra vulva siete voi, consapevoli ora che non ci sono forme migliori di altre e modelli da perseguire. Non siate troppo critiche con voi stesse soprattutto se, come abbiamo visto, queste critiche non hanno delle solide fondamenta su cui appoggiarsi. Per sensibilizzare su questo argomento alcune donne si sono impegnate attivamente in campagne informative. La ginecologa Stephanie Romero ha pubblicato una lista di sei macro categorie di forme di vulve, tutte combinabili poi tra di loro, per dimostrare come quasi tutte le forme, le dimensioni e i colori siano normali. L’artista Jamie McCartney invece ha creato un’opera chiamata Great Wall of Vagina composta da 400 calchi di gesso di altrettante vulve. L’obiettivo è proprio quello di mostrare la diversità dei vari corpi e sottolineare che la vera normalità sta nell’essere tutti differenti.



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